Fabrizio Nonis
Fabrizio Nonis nasce a Toronto il 9 maggio del 1963, sotto il segno del Toro (avrebbe forse potuto trattarsi di un altro animale?).
Figlio d'arte - padre macellaio, nonno casolin (pizzicagnolo) - Fabrizio, dopo gli studi superiori in Italia, ritorna in Canada per un master in pubbliche relazioni aziendali. Dopo qualche anno di esperienza come manager in aziende, Fabrizio, alla fine degli anni '80, ritorna alla sua grande passione che sin da piccolo lo ha sempre accompagnato: il lavoro in macelleria.
La ricerca per la qualità, la creatività e il rapporto con il cliente sono sempre stati gli aspetti del mestiere che lo hanno appassionato e che lo hanno portato poi a divenire docente presso l'Università dei Sapori di Perugia.
Dal 2001 ha affiancato al suo lavoro in macelleria a Cinto Caomaggiore (Ve) l'attività di giornalista presso emittenti locali. Attualmente collabora con TG5 Gusto, Sky, Alice, Gambero Rosso e Italia 7. Infine, è conduttore del format televisivo "Sconfinando", nel quale si occupa di turismo enogastronomico.
Per meglio conoscere Fabrizio Nonis e la sua attività visitate il sito www.bottegadellacarne.it.
Il giornalista Paolo Marchi scrive:
Fabrizio Nonis, macellario e giornalista, rientra nella categoria di persone classificabili come "forze della natura", quei personaggi che non si fermano mai, che pensano e agiscono anche quando dormono (dormono?), che sembrano non staccare mai perché è dal lavoro e dall'impegno che traggono la loro vera ragione di essere e di realizzarsi. Avete in mente una roccia nel deserto? Ecco, Fabrizio è l'esatto contrario, ambasciatore non di se stesso ma della passionaccia della sua vita: la carne.
Chi vive e lavora senza provare emozioni vere, che mirano solo a timbrare il cartellino e a lucrare lo stipendio a fine mese, sono gli anti-Nonis. Fabrizio non si accontenta. Ha un fior di negozio, chi glielo fa fare di andare il televisione? La notorietà? Sì, certo. Essere famosi, essere riconosciuti dal barista e dall'edicolante fa piacere a tutti. Ma nel suo caso, c'è anche una causa da perorare. Quella della buona carne.
Nonis si fa in quattro ed è riuscito a trovare anche il tempo per scrivere questo libro perchè non si fa mai abbastanza scuola di buone cose, perché la grande industria alimentare ha sì a cuore la salute dei clienti, ma non può curare i dettagli e inseguire quello che nei banchi di casa Nonis è l'ospite fisso: la qualità assoluta.
E poi non basta ormai vendere grandi tagli. Chi li conosce e distingue più? Pochi. E allora bisogna andare oltre il mugugnare per insegnare cosa si intende per carni bianche e carni rossi, cosa è quel taglio e cosa quello, che principi e che bontà sono racchiusi in un taglio di polpa piuttosto che quella certa frattaglia tanto brutta ma così tanto buona. E questo possono insegnarlo soprattutto i Nonis perchè alle parole che possono essere suggerite da qualsiasi maghetto del marketing, loro sanno aggiungere l'esempio concreto di una vita a tutto filetto e rognone, arrosti e costine, prosciutti e salami. La carne è ottima ed è purtroppo pure poca. Però se tanti imparassero a conoscerla bene e a pretenderne di buona, le grandi insegne si sentirebbe in obbligo di alzare la qualità della loro e anche se un Fabrizio rimarrebbe sempre davanti, sarebbe un po' meno solo e noi addentatori carnivori più contenti, alle prese con l'imbarazzo di dover scegliere tra questa e quella bontà.
